Io mi esprimo così di Francois Audiard,impresa assai ardua quando ci si accinge ad introdurre un’opera d’arte, un pensiero o un discorso.
Nel farlo, si presenta un antefatto, riconducendolo alla concretezza di azioni che di lì a breve verranno rese note a chi ne verrà investito attraverso un’attenta e scrupolosa lettura. Per compiere tale percorso comportamentale, occorre intanto essere precisi e fornire quante più informazioni il testo richiede.
Ogni processo narrativo è intriso di suggestive contaminazioni da parte di colui che si assume l’incarico di trasmettere evidenti contenuti, racchiudendone un mero significato…morale della favola. Laddove la comunicazione scritta non dovesse essere efficiente e non basterebbe per infonderne reazioni nell’altrui pensiero, ci si avvale spesso di esempi, luoghi comuni del linguaggio tradizionale, troppo ingombranti per elemosinare corredati segni e taciti richiami.
Diviene inevitabile il senso di compiacimento nell’aver saggiamente portato a compimento tale compito. Compiacere se stessi in senso massicciamente lato, inteso come forma di devozione di se, delle proprie inaspettate ed innate doti e capacità persuasive.
E’ neutrale veicolo e luogo di incontro e scontro talvolta, tra dubbi e curiosità reciproche, svelate per mezzo di una maturità intellettualistica instaurata in una delle parti chiamate in causa a decretare un meccanismo comunicativo. Ci sono elementi in gioco che stabiliscono un siffatto confronto e l’amore è il motore imputabile a solleticare le corde dell’animo umano, propensione innata all’accomodamento pacifico di circostanze, aneddoti e relazioni tra generi. L’amore genera sentimenti, emozioni inspiegabili perchè nutrite per la prima volta e perciò non ancora interpretabili se non con dimostrazioni pratiche. Le emozioni a loro volta fanno scaturire reazioni sconsiderate, nel momento in cui le emozioni stesse vengono deviate e distorte nel loro significato originario. Ogni sentimento nuovo è immediatamente compromesso e affidato ad errate intuizioni di chi, trascurandone il normale adempimento, permette il loro sgretolarsi in porzioni irregolari di sensi di colpa,
frustrazioni e d invidie e rancori che trovano scarno accoglimento in coloro che considerano incoerenza nell’epicentro dei rapporti umani.
Ed ecco che a consolarci ci resta la magia della lirica e dei versi poetici, la legittima facoltà di chi si esprime liberamente, la bellezza, quella che secondo Dovstojevski sarebbe l’artefice della salvezza del mondo.

 


Le Poesie di Francois Audiard :


Oltre lo sguardo di Francois Audiard

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Autore : Francois Audiard
Genere :  Poesie
Editore :
Codice :
Pubblicazione  2015
 Pagine 50

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