Buongiorno cari amici vicini e lontani! Lo so, lo so, questa è una battuta presa in prestito da Nunzio Filogamo, ma credo che la gentilezza di questa frase sia la miglior cura alla depressione del lunedì. Oggi, dopo le ennesime polemiche che seguono alle assegnazioni dei Nobel, ho deciso fosse il caso di parlarne. Dopotutto è una curiosità che molti vorrebbero soddisfare, ma che spesso viene lasciata lì a marcire nei meandri dei nostri reconditi desideri culturali. Oggi “ghe pensi mi”, va bene ?

In primis cerchiamo di capire chi era questo signore, lo svedese Alfred Nobel, che tante polemiche suscita con il suo premio, che va precisato non è di certo assegnato da lui, visto che è passato a miglior vita da molto tempo. Piuttosto, come evidenziato nel sito ufficiale della Fondazione Nobel (vi semplifico il nome ed i passaggi legali), che potete visitare tramite questo link http://www.nobelprize.org/ , il geniale Alfred visse tra il 1833 ed il 1896 inventando, tra l’altro, la dinamite e la balistite, ma scontrandosi nella vita con il peggior nemico dell’uomo: la presunta morte e le malelingue. Si avete capito bene. Il caro Alfred (amo Batman ma questo non è l’Alfred dei Wayne) si ritrovò morto sulla carta per errore e la notizia, equivocata perché il vero defunto era il fratello, fu subito accolta con le classiche polemiche post mortem, anche perché già da vivo lo si criticava aspramente per aver inventato uno strumento di morte tanto potente quanto la dinamite.
Old_Dynamite_stdNon a caso lo definirono, nel necrologio pubblicato in un giornale francese, “Le marchand de la mort est mort” (il mercante di morte è morto). Direi una definizione piuttosto chiara della stima che tanta gente provava per lui…..s’è capito che il tono è ironico? Diciamo che questo episodio, che gli mostrò le aspre critiche e la vera natura dell’eredità morale che avrebbe lasciato ai posteri, lo convinse ad invertire la rotta. Oramai il danno era fatto, e le sue invenzioni di certo non potevano essere cancellate dalla storia, ma poteva almeno sperare di favorire in qualche modo il bene….con i soldi fatti con il male. Lo so il discorso è moralmente complicato, ma forse su questo tipo di valutazioni possiamo soprassedere in questa sede, e risulta più utile chiarire almeno chi era veramente questo personaggio, che purtroppo, a mio giudizio, viene continuamente strumentalizzato. Resosi conto, appunto, dell’eredità storica negativa che avrebbe regalato al suo nome e ai suoi discendenti, Nobel volle assicurarsi che i suoi soldi potessero premiare costantemente le eccellenze mondiali in diversi campi dello scibile umano, soprattutto in quelle materie che amava e in cui operava, nonostante venga sempre e solo ricordato per l’invenzione della dinamite. Il personaggio di Alfred Nobel è molto più ampio e complicato di ciò che si pensa normalmente, idea mediata dalla tv in modo fuorviante e limitata all’aspetto più eclatante e negativo della persona e del personaggio storico. Tra l’altro, dovremmo pure ammettere che senza dinamite non si sarebbero mai costruite importanti infrastrutture, o scavato le montagne per prelevare le preziosissime risorse necessarie al mondo intero. Insomma, come al solito ci limitiamo a guardare il nostro naso, e a ricordare che la dinamite è stata usata come arma, ma spesso dimentichiamo che un’invenzione è usata dai militari perché ne comprendono le potenzialità, ma non è necessariamente il vero scopo e obiettivo dell’inventore. Ricordiamo che i fratelli Wright inventarono il primo aeroplano, ma guarda caso prima dell’aviazione civile, purtroppo e come al solito, fu sviluppata l’arma aerea. Potrei continuare con mille esempi, ma l’importante è comprendere che la dinamite non è il problema, ma l’uso che se ne fece. Insomma, signori, il problema è l’essere umano…. Ritornando alla storia di Alfred, dobbiamo dire che scrisse il suo terzo testamento nel 1895 allo Swedish-Norwegian Club a Parigi, e, manco a dirlo, quando fu aperto dopo la morte scoppiarono cause e polemiche incredibili. Ovviamente la famiglia si oppose, pensate un po’, perché buona parte del patrimonio doveva essere destinato alla creazione del premio che ancora oggi conosciamo. Ci vollero 5 anni prima che il premio potesse essere assegnato per la prima volta, cosa che avvenne nel 1901 dopo la morte avvenuta nella sua villa italiana a San Remo nel 1896. I suoi interessi, come descritto sul sito della fondazione, si riflettono ampiamente nel premio da lui pensato, per cui dobbiamo ricordare che egli fu anche uno scrittore/poeta e si interessava molto alle arti, alla scienza medica e alle scienze in generale, oltre che essere principalmente un chimico.
stichtagfebruarzwoelf144_v-TeaserAufmacherDopo l’episodio che vi ho descritto, Nobel cercò in tutti i modi di rimediare a ciò che non aveva pensato, quindi all’odio e alla cattiveria umana, e al meglio delle sue possibilità cercò di mettere una “pezza” favorendo, con la sua eredità, le migliori menti del pianeta per spingere l’umanità verso la pace, e quindi ad usare le sue invenzioni solo per fini civili e non militari. Purtroppo, sappiamo bene che la dinamite ed i suoi derivati sono sempre stati usati come armi di morte e distruzione, ma il peggio, se mi permettete, è l’uso “immondo” della sua eredità morale, che si dovrebbe conservare integra nel premio che pensò e fondò tramite il suo finanziamento post mortem. Ad oggi, come leggiamo continuamente, molti dei premi assegnati riflettono solo volontà politiche che spesso si discostano anni luce dall’iniziale idea di Alfred Nobel, e mi dispiace dover constatare che la sua memoria è offesa senza vergogna, dando ragione a quel giornalista francese che non comprese la vera natura del “marchand de la mort“, una natura perfettamente umana che aveva avvertito la cattiveria dell’uomo solo dopo aver inventato qualcosa che serviva a migliorare la nostra vita. Io sono con Alfred Nobel, quello vero, quello del 1896….il premio Nobel degli ultimi anni è altro….e scusate se è poco!

Giuseppe Russo

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