Paesaggi (economico-finanziari) di oggi e di ieri ,qualche volta anche le rubriche “leggere” devono essere un pizzico seriose, ed è per questo che oggi voglio lanciare un pensiero per far riflettere tutti. Siamo nella settimana del Grexit (?) e delle “decisioni storiche” (?), provenienti o sopravvissuti, o forse addirittura ancora immersi, dal/nel periodo peggiore dal dopoguerra. Molti, forse anche a ragione, stanno equiparando numerosi eventi politici, legislativi, bellici e sociali a ciò che avvenne tra la Prima guerra mondiale e il non sorprendente avvio della seconda. Non voglio tediare con discorsi politici da risiko spicciolo, ma voglio solo ricordarvi qualcosa che avvenne nel 1929 negli States, un evento a valanga che poi affossò buona parte delle forti economie mondiali provocando disastri e sofferenze sociali davvero spaventose. E’ d’obbligo, non me ne vogliate, fare un velocissimo accenno introduttivo per inquadrare il periodo storico, e per questo motivo inserisco un passo tratto dal mio libro I caduti di pietra – Storia di una Regione in cui cadde anche la Cultura:

«...Gli eventi che portarono alla Seconda Guerra Mondiale, quindi, possono essere assimilati alla tragica combinazione di una serie di errori, paure, calcoli politici, retaggi imperialistici, nonché alla gravissima crisi socioeconomica che per anni colpì tutte le potenze coinvolte a vario titolo nella famosa ‘Grande Guerra’. [...] Il prolungato sforzo bellico sostenuto dai Paesi in conflitto, nonché quello industriale sostenuto anche da Paesi inizialmente non coinvolti nello scontro militare, come gli stessi States, generò un gravissimo squilibrio economico, finanziario, industriale, e di conseguenza sociale, che via via inghiottì tutte le principali potenze dello scacchiere mondiale. [...] Gli stessi Stati Uniti, inoltre, caddero nel vortice della crisi postbellica anche se con effetti ritardati nel tempo, forse con conseguenze ancor più gravi per il sistema economico mondiale, acuendo una situazione generalizzata che si sostanziò nel famoso ‘Crollo di Wall Street’ del 1929. Se le tensioni politiche e sociali [...] avevano agitato con forza le cronache del primo dopoguerra, la crisi del 1929 avrebbe rotto definitivamente tutti gli equilibri politici, economici e diplomatici, aprendo la strada al secondo, e più terribile, scontro mondiale ...»
Paesaggi di Oggi e di Ieri a cura di Giuseppe Russo

Paesaggi di Oggi e di Ieri a cura di Giuseppe Russo

Si, oggi parliamo del Crollo di Wall Street del ’29, uno tsunami economico-finanziario che spazzò via i “nuovi paesaggi” dei “roaring twenties“, i famosi anni ruggenti, gli anni d’oro che avevano portato una ventata di spensieratezza e numerose novità. Tante città esplodevano di pura cultura, di nuove correnti di pensiero, di novità in campo musicale, cinematografico, letterario, tecnologico e anche di nuove voglie di modernità e socialità. Gli anni ’20 sono una pietra miliare del ‘900, un periodo in cui si crearono mode e tendenze in tutti gli aspetti sociali e artistici del tempo. Non li ricordate ancora? Vi viene in mente qualcosa se dico Charleston? Esatto, parliamo proprio di quel brioso, movimentato e simpatico ballo di derivazione jazzistica tanto noto per i movimenti strani, e per i particolarissimi abiti indossati dalle ballerine! In quegli anni si sviluppò il jazz, la danza crebbe a dismisura, l’art decò iniziò a svilupparsi, il cinema si trasformò da muto a sonoro, il grammofono e il fonografo si diffusero nelle case, nacquero le prime potenti case discografiche, e non dobbiamo dimenticare che Walt Disney, nel 1928, faceva esordire il topo più famoso del mondo: Mickey Mouse.

Anni particolari che, nella mia mente, e quindi come opinione personalissima, ricordano con le dovute differenze il periodo del Rinascimento italiano. Purtroppo all’apice di questa “speranza socio-economico-culturale” arrivò la resa dei conti, prima finanziaria e poi bellica.

paesaggi di oggi e di ieriE’ il 1929.

Crolla la borsa di Wall Street.

Inizia il panico, si ferma il mondo finanziario ed economico ed iniziano anche i suicidi. Poi è la fine della produzione di massa con licenziamenti, fame, distruzione del ceto medio. La povertà si diffonde e crea un enorme consenso ai nuovi nazionalismi.

La resa dei conti arriva dieci anni più tardi, grazie anche al disastro di questa terribile crisi.

E’ la Seconda Guerra Mondiale.

Si, sono stato glaciale, duro, secco. Bisogna solo riflettere, pensando ad allora e ad oggi, e tenendo a mente la UE, la GREXIT, e l’Italia. E per lasciarvi riflettere più profondamente, chiudo l’articolo con una foto e la sua descrizione (tratta sempre dal mio libro). La prossima settimana tornerò quello di “prima”, ma oggi, cari amici, è tempo di riflessioni personali per tutti noi.

Buon fine settimana…

La crisi di Wall Street del ’29 portò negli States un immenso disastro sociale. Il periodo fu efficacemente testimoniato da un famoso quanto semplice scatto della fotografa Dorothea Lange. La donna immortalata nell’immagine, con appena 3 dei suoi 7 figli, è Florence Thompson, più conosciuta come “Migrant mother” dal titolo della foto di cui è sofferente protagonista. Nel suo volto vi è tutto il dramma della disoccupazione e della fame che colpirono gli Stati Uniti durante la Great Depression.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *